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Bitron: qualità, innovazione, efficienza nel mondo

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dagli anni Cinquanta del Novecento, da Torino all’Italia e al mondo, la vicenda di Bitron si è animata nel tempo di società diverse ma in continuità per la presenza al vertice della famiglia Bianco, fino al Gruppo multinazionale di oggi. Una vicenda che testimonia di una crescita continua nella ricerca, sviluppo e fabbricazione di prodotti e sistemi meccatronici per vari settori (elettrodomestico, auto, riscaldamento, ventilazione, aria condizionata, energie rinnovabili) e della capacità di competere su scala globale.

Il Gruppo Bitron nella globalizzazione

L’evoluzione dello scenario competitivo verso un mercato globale conduce anche la Bitron a una progressiva riallocazione geografica, in particolare delle attività connesse alla produzione, rinnovando un’attenzione già consolidata verso i mercati esteri (Spagna, Brasile, Francia).

L’internazionalizzazione e la globalizzazione delle attività del Gruppo, in risposta alle analoghe direttrici strategiche dei principali clienti, soddisfano la necessità di assicurare una copertura globale dei mercati e di posizionare prodotti meno redditivi in contesti segnati dal minor costo del lavoro, ma, in misura crescente, obbediscono a logiche di multisourcing, rispondendo all’esigenza dei grandi clienti internazionali di essere forniti in diverse aree geografiche per la stessa piattaforma con componenti qualitativamente affidabili.

E in contemporanea alla copertura industriale dei mercati/clienti viene organizzata una rete diretta di vendita e marketing che gestisce il rapporto con la clientela anche per gli aspetti di servizio e qualità, tramite una presenza capillare riconosciuta quale elemento distintivo del Gruppo Bitron.

In particolare, nel 1998, sfruttando la riapertura delle frontiere dei paesi ex socialisti, viene fondata Bitron Poland, che nel 2004 si trasferisce nel nuovo stabilimento di Sosnowiec, dedicato alla produzione di componentistica per auto ed elettrodomestici con la missione di presiedere alle forniture sui mercati tedesco e dell’Est Europa.

Nel 2002, su sollecitazione di Haier, impresa cinese leader mondiale nella produzione di elettrodomestici, viene creato il primo stabilimento asiatico del Gruppo, finalizzato alla produzione di componenti per il settore elettrodomestico, in Cina, a Qingdao nella regione industriale dello Shandon (Bitron China Ltd) al fine di fornire i grandi clienti già operativi in Cina (Merloni, Whirpool, Haier) e altri, favoriti dalla nuova localizzazione, come il gruppo coreano LG.

Due anni dopo, nel 2004, si avviano i lavori del secondo stabilimento a Qingdao  (Bitron Ind. China Ltd), cui seguono, nel 2006, un’altra unità produttiva, acquistata, sempre a Qingdao (3D Electronic Engineering Ltd).

Mentre le unità operative in Cina vendono ridotte a due, affiancando elettronica ed elettromeccanica, nel 2007 Briton apre un nuovo stabilimento in Turchia, a Manisa (Bitron Elektromekanik STI Ltd) per fornire a clienti turchi (Arcelik, Vestel) i componenti per elettrodomestici e automobili.

Una evidente proiezione a Oriente - mentre Bitron si è ritirata da Francia e Brasile - che non fa però trascurare gli investimenti in Italia e nella storica area d’insediamento torinese, dove, a Collegno, inizia nel 2004 la costruzione di un nuovo stabilimento, a regime dal 2008, che assorbe produzioni e dipendenti della Elbi International e viene dedicato a sviluppare nuovi comparti industriali allo studio.

Infatti, mente presidia con efficacia la tradizionale produzione componentistica per i produttori di elettrodomestici (Indesit, Electrolux, BSH, Whirpool, Míele i primi cinque clienti al 2012) di cui è leader europeo, e di automobili (Audi, Citroën-Peugeot, Renault, Fiat, Ford i primi cinque), Bitron, oltre ad essere presente anche nel settore dell’aria condizionata, si è inserita nella componentistica per il riscaldamento e per l’energia e sviluppa una crescente attenzione verso le energie rinnovabili nelle applicazioni più diverse.

Nel 2010 il Gruppo Bitron registra un fatturato consolidato di 508 milioni di euro, con previsioni di 565 milioni nel 2011 e 610 milioni nel 2012, quando occupa 5 065 dipendenti di cui 2 649 nazionali, con dodici stabilimenti produttivi - sette in Italia, tre in Europa, due in Asia - nove uffici di marketing e vendita e una business unit dedicata ai ricambi.

E, come alle origini, la famiglia Bianco continua ad esprimerne la proprietà e i vertici, con Giovanni Bianco e i figli Alessandro e Andrea.