Imprese Longeve


Caffarel: il cioccolato (e non solo) tra industria e artigianato

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da quasi due secoli Caffarel segna con la qualità dei prodotti e la ricercatezza delle confezioni la storia e la realtà dell’industria dolciaria e del cioccolato italiano, che trovano in Torino un’accogliente capitale. Il lungo e non sempre facile percorso della Caffarel testimonia la forza di un modello d’impresa tenacemente ancorato alla produzione di qualità sia nella dimensione artigianale che in quella industriale e al tempo stesso capace di anticipare e intercettare i mutamenti nel gusto e negli stili di consumo.

Dagli anni Novanta al Duemila. Il passaggio alla Lindt

Negli anni Novanta, mentre avanza la globalizzazione, si unifica il mercato interno europeo anche sul fronte dei servizi, delle legislazioni e delle politiche fiscali e si diffonde ancora la distribuzione di grande scala con il fenomeno dei discount, l’industria dolciaria italiana continua a crescere, sia pure a tassi meno elevati ma sempre superiori a quelli dell’industria alimentare nel suo complesso.

Se la crisi dei primi anni del decennio favorisce prodotti a minor prezzo, non di marca, tuttavia la qualità rimane un atout importante e il prodotto dolciario si fa spazio nella vita quotidiana delle famiglie come oggetto di normale consumo per le sue componenti energetiche e nutritive. E anche il cioccolato diventa oggetto di questa nuova tipologia di consumo, favorendo l’impresa torinese.

La Caffarel ripete così le buone performance degli anni precedenti, è sempre in utile, pure nei momenti difficili del 1992-93, sfruttando l’alto grado di efficienza complessiva raggiunto che sostiene la redditività d’impresa.

Nel 1997, quando la Caffarel Spa è in ottime condizioni, l’intero pacchetto azionario viene ceduto alla svizzera Lindt & Sprungli. Per motivazioni strettamente personali, la nuova generazione non è entrata in azienda e una parte della proprietà non si ritiene più motivata a continuare l’attività, a 165 anni dalla fondazione.

Negli anni successivi la Caffarel ha mantenuto il profilo storicamente già definito, all’interno di un processo di adeguamento tecnologico che non ha intaccato l’artigianalità di alcune lavorazioni delicate né la tradizionale attenzione al packaging, ma ha consentito un significativo aumento della produzione, vicina alla capacità degli impianti, pari a circa 4 000 tonnellate annue di prodotto, articolato su una vasta gamma di oltre 600 tipi ma sempre con il cioccolato quale componente principale. Il fatturato è salito da circa 90 miliardi lire a poco più di 450 milioni di euro e i dipendenti si sono ridotti da circa 450 a 400.

Il grosso della produzione è rimasto nel sito di Luserna San Giovanni, mentre le lavorazioni sporche sono state centralizzate in uno stabilimento svizzero e la distribuzione concentrata a Magenta, con una presenza all’estero fortemente accresciuta e diversificata in oltre 50 paesi, tra cui Giappone, Cina, Germania, Francia, Giappone, Portogallo.

Da diversi anni Caffarel aderisce ad Altagamma, l’associazione che riunisce aziende italiane di reputazione internazionale che operano nella fascia più alta del mercato ed esprimono la cultura e lo stile italiani nella gestione d’impresa e nel prodotto.