Imprese Longeve

 

Candioli: progresso tecnologico nella continuità

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da una farmacia a Roma negli anni Ottanta dell’Ottocento alla Torino degli anni Trenta e fino a oggi, quattro generazioni animano un lungo percorso imprenditoriale nella farmaceutica che prende avvio con i primi prodotti artigianali e arriva agli innovativi nutraceutici di nuova generazione ad uso umano e animale. Sfruttando l’innovazione continua, unita alla flessibilità e rapidità della piccola dimensione, la Candioli riesce a reggere e ad espandersi in un mercato mondiale difficile, controllato da grandi colossi multinazionali.

Con nuovi prodotti, la crescita

La guerra provoca danni ingenti alla Candioli, bombardata nel luglio 1943, ma non interrompe la produzione, sfollata nella valli di Lanzo, a Ciriè, dove si continua a lavorare per le commesse belliche, soprattutto.

E nel dopoguerra, nello stabilimento affittato a Torino, in Barriera di Milano, Candioli riparte con alcune decine di dipendenti, in prevalenza donne, non pochi per un’azienda familiare del settore farmaceutico, e avvia una diversificazione della produzione, destinata ad accentuarsi con gli anni Sessanta, diretta in misura crescente verso l’uso veterinario.

Cesare inizia a sviluppare questa tipologia a fine anni Quaranta, a partire da prodotti rivolti ai cavalli, una novità per quel tempo, quando ancora un vero mercato veterinario non esiste di fatto. Lo spinge la grande passione per i cavalli da corsa: egli stesso cavalca e possiede una scuderia di cavalli per le corse al galoppo, in cui conquista buoni successi.

Agli inizi si tratta di prodotti semplici, di uso corrente come i vitaminici, ma la linea è tracciata e il primo ingresso nel variegato mondo legato all’equitazione fornisce un buon veicolo di promozione, sfruttato efficacemente da Candioli.

Dai cavalli egli allarga il ventaglio di prodotti ai cani e ai gatti e, altra sua intuizione, agli uccelli. In collaborazione con l’Università di Parma, affina i prodotti dedicati agli allora numerosi appassionati di ornitologia, e in particolare dei colombi, che partecipano a gare e manifestazioni, opportunamente  valorizzate dal giornale veterinario edito dalla stessa Candioli in varie migliaia di copie.

Ma anche la gamma di prodotti per uso umano, rivolta sia agli adulti che ai bambini, si amplia, sostenuta da una promozione pubblicitaria più intensa, indirizzata soprattutto ai farmacisti, con manifesti, locandine, interventi sui giornali di categoria, partecipazioni ad eventi espositivi.

Quando, nel 1965, Cesare Candioli muore, gli succede nella carica di amministratore unico la moglie Maria Teresa Uberti, già sua segretaria e collaboratrice, che si avvale di manager per la parte commerciale e dell’aiuto della figlia, Enrica Candioli, giovane laureata in farmacia che entra in azienda nel 1967 occupandosi inizialmente dei controlli analitici di qualità.

Siamo nella seconda metà degli anni Sessanta. La Candioli è in crescita, con un mercato ormai su scala nazionale. Lo stabilimento in Borgo San Paolo, dove si è trasferita dopo gli anni di Barriera di Milano, anch’esso in affitto, non è più adeguato. Viene quindi acquisito il terreno di Beinasco, nel torinese, dove si costruiscono i nuovi edifici in cui gli impianti sono trasferiti nel 1973-74 mentre Enrica Candioli diventa direttore tecnico dell’officina farmaceutica nel 1976.