Aurora

Imprese Longeve

 Editrice Claudiana

Claudiana: pubblicare tra chiesa e mercato

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da oltre un secolo e mezzo la Claudiana attraversa la storia del movimento evangelico italiano e internazionale, incrocia la società, la cultura e l’editoria in Italia dal particolare punto di vista di un’impresa a cavallo tra esigenze di formazione e proselitismo religioso e di mercato, in un rapporto non sempre facile e lineare. La sua tenuta nel tempo, i suoi successi - ma anche i momenti duri - testimoniano un’irriducibile vitalità che ne fanno un’esperienza unica, di grande valore civile, culturale, umano e imprenditoriale.

Tra difficoltà interne e repressione fascista

Dalla metà degli anni Venti alla Seconda guerra mondiale, negli anni del fascismo come regime totalitario, la Claudiana vive un periodo di notevoli difficoltà da vari punti di vista.

In primo luogo l’autonomia della casa editrice viene fortemente ridotta per il controllo diretto assunto dalla Tavola valdese che dal 1929 ne decide la politica di spesa e dal 1931 anche quella editoriale. Del resto, la Tavola ne acquisisce dal 1937 la proprietà, ricevuta in donazione dai quattro proprietari, ed entra come socio di minoranza nella Tipografia Alpina di Torre Pellice che lavora per la Claudiana, la quale inaugura una libreria aperta al pubblico, sempre a Torre Pellice.

Inoltre la situazione economica dell’impresa rimane difficile, anche perché la Tavola non garantisce regolari sovvenzioni e costringe a risparmi su tutte le voci di spesa determinando una riduzione delle opere pubblicate, in particolare quelle a più elevato contenuto culturale, mentre prevalgono i libri di spiritualità, i raccontini morali, i manuali. Anche le vendite si contraggono sul mercato italiano, compensate parzialmente dall’aumento in Svizzera, Usa e Brasile.

La Claudiana s’impoverisce, dunque, perde contenuti e vivacità, tanto che non mancano critiche pure dall’interno della Tavola.

Questo evidente ridimensionamento è determinato altresì dagli attacchi di settori della cultura cattolica e laica allineata al regime, ma soprattutto dalla politica intimidatoria e oppressiva del governo fascista, aggravatasi dopo la firma con il Vaticano dei Patti Lateranensi, nel 1929. A questa pressione esterna corrisponde peraltro l’acquiescenza del Moderatore della Tavola tra il 1934 e il 1941, Ernesto Comba, che mostra simpatia per Mussolini e agisce in modo fortemente autoritario fino a imporre alla Claudiana un’autocensura che porta a tagliare dal catalogo e dalla circolazione libri e opuscoli di controversia.

Durante la guerra, malgrado le riduzioni nella disponibilità di carta, si nota una certa ripresa per l’impegno di Giovanni Mieggie, ma le pressioni del regime si intensificano fino alle accuse di disfattismo nel 1942 che costringono la Tavola a imporre il blocco di tutte le pubblicazioni.

La situazione peggiora con la Repubblica di Salò. Per il ricatto delle autorità repubblichine che vincolano la fornitura di carta a una linea di attacco a comunisti e «ribellismo» - ovvero alla lotta partigiana - da parte dell’«Eco delle Valli», nel 1944 si rinuncia a pubblicare anche questo periodico, sebbene ridotto a contenuti strettamente religiosi.