Aurora

Imprese Longeve

 Editrice Claudiana

Claudiana: pubblicare tra chiesa e mercato

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da oltre un secolo e mezzo la Claudiana attraversa la storia del movimento evangelico italiano e internazionale, incrocia la società, la cultura e l’editoria in Italia dal particolare punto di vista di un’impresa a cavallo tra esigenze di formazione e proselitismo religioso e di mercato, in un rapporto non sempre facile e lineare. La sua tenuta nel tempo, i suoi successi - ma anche i momenti duri - testimoniano un’irriducibile vitalità che ne fanno un’esperienza unica, di grande valore civile, culturale, umano e imprenditoriale.

La crisi e il ritorno alle origini valdesi

Questa stagione di grande crescita e fervore dura circa un trentennio, fino agli anni Novanta, quando si percepiscono i primi segni di una crisi progressiva della Claudiana.

Una crisi che non emerge dai dati delle tirature che rimangono buoni - anche per il forte allargamento della diffusione presso gli emigrati italiani in Europa, nelle Americhe, in Africa, e presso i soldati e le loro famiglie durante la guerra di Libia e la Prima guerra mondiale - e neppure ha riscontro immediato nell’andamento economico che rimane oscillante ma senza drammatiche crisi, per merito delle commesse di privati e istituzioni.

In realtà, l’interesse delle Società straniere amiche, a partire da quella londinese, diminuisce mentre sfuma il sogno iniziale di un rapido e diffuso rinnovamento religioso in Italia. E con l’interesse diminuiscono i sostegni finanziari. Del resto è fallito anche il tentativo di unire, tramite la Claudiana, le chiese del movimento riformato che tornano invece a dividersi e a produrre in  modo autonomo la propria stampa.

La crisi del movimento protestante nell’Italia di fine secolo, che non si è esteso oltre una minoranza di vecchi e nuovi convertiti e si traduce quindi in una battuta di arresto dell’opera diffusoria della stampa, non può non coinvolgere anche la Claudiana in quanto casa editrice del movimento: declinano le iniziative, ristagnano le entrate, si riducono le vendite, in particolare nel primo decennio del Novecento.

Il dialogo con il modernismo cattolico non si traduce in una vera collaborazione editoriale e malgrado una ripresa delle vendite nel dopoguerra, la Claudiana è in crescente difficoltà, con una fragile base economica, sempre più isolata, senza il retroterra della Facoltà di teologia trasferita da Firenze a Roma, e sempre meno capace di mantenere una presenza stabile sul mercato.

Nel 1913 la tipografia viene venduta e acquistata dal capotecnico Fattori, finanziato dai fratelli Pugelli, con la denominazione di Tipografia Fattori & Pugelli già Claudiana.

Nel 1925 la Claudiana torna alle origini valdesi.

Ridotta alla sola attività editoriale, è infatti acquisita dalla Tavola valdese tramite quattro amministratori proprietari e trasferita da Firenze a Torre Pellice, mentre cessano i contributi privati e le sottoscrizioni estere.