Aurora

Imprese Longeve

 Editrice Claudiana

Claudiana: pubblicare tra chiesa e mercato

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da oltre un secolo e mezzo la Claudiana attraversa la storia del movimento evangelico italiano e internazionale, incrocia la società, la cultura e l’editoria in Italia dal particolare punto di vista di un’impresa a cavallo tra esigenze di formazione e proselitismo religioso e di mercato, in un rapporto non sempre facile e lineare. La sua tenuta nel tempo, i suoi successi - ma anche i momenti duri - testimoniano un’irriducibile vitalità che ne fanno un’esperienza unica, di grande valore civile, culturale, umano e imprenditoriale.

Un’impresa in crescita

Nell’ambito del disegno pedagogico del movimento riformato italiano, la produzione e circolazione della stampa assume un ruolo centrale, a maggior ragione in una fase - la seconda metà dell’Ottocento - in cui il libro conquista una rinnovata centralità come strumento diffusivo di una più ampia cultura di massa in un paese che vede ridursi il tasso di analfabetismo.

Non a caso è in crescita il mercato editoriale popolare, dove intervengono alcuni grandi editori (Salani, Barbera, Hoepli, Sonzogno) ma anche la propaganda operaia e socialista, cattolica e, appunto, evangelica, che si rivolge in netta prevalenza agli strati meno colti, di recente alfabetizzazione, con una proposta culturale semplice, dall’impatto immediato sul sistema di valori e di credenze popolari, tramite un ventaglio di opere a stampa ampio, ma che privilegia una pubblicistica a prezzo molto basso quali libretti, opuscoli, foglietti, brevi romanzi, almanacchi, con forti tirature, simili a quelle della grande editoria. Come L’Amico di casa. Almanacco popolare illustrato, stampato dal 1855 al 1942, in cui i contenuti di natura religiosa si mescolano alle varie rubriche su aspetti di vita quotidiana. E inoltre i periodici: Eco della verità, La Rivista cristiana, Il cristiano evangelico, Italia evangelica e, molto diffuso, L’Amico dei fanciulli, sintomatico dell’attenzione prestata al mondo dell’infanzia e della scuola attraverso un’ampia produzione di libri di testo, piccoli giornali per maestri, libri illustrati per ragazzi.

Se si aggiungono la Bibbia in varie versioni, i testi di cultura biblica, i libri di edificazione spirituale e pratica religiosa, le biografie, gli scritti di controversia, le lezioni sul cristianesimo, le letture amene e istruttive, nonché i prodotti vari per committenti esterni, si percepisce facilmente la consistenza di una realtà editoriale e produttiva di notevole rilievo, in grado di produrre tra gli anni Sessanta e la fine dell’Ottocento circa 9 500 000 copie di libri, opuscoli e almanacchi e circa 6 000 000 di copie di periodici.

La Claudiana è dunque un’impresa a pieno titolo, che alle ragioni ideali e intellettuali unisce le motivazioni economiche e le strategie di mercato, gli aspetti e i problemi organizzativi, finanziari e tecnologici tipici dell’impresa che opera nel settore editoriale e tipografico, anche se rifiuta il profilo di un’azienda solamente commerciale, come pure propone il direttore Frederick Hamilton a metà anni Sessanta. La Claudiana rimane infatti legata al Comitato che ne definisce le linee editoriali a nome della SPEI - dal 1886 società a responsabilità limitata - la vera editrice e responsabile morale e commerciale dell’impresa, malgrado resti centrale il ruolo della Società dei trattati londinese nella conduzione editoriale senza peraltro che la Società italiana ne sia in stretta dipendenza, anche per la sua più attenta percezione della specifica realtà del paese.

Guidata da un direttore-segretario dagli ampi compiti, è una casa editrice autosufficiente che, con una ventina di dipendenti, copre in autonomia l’intero ciclo, dalla stampa, con una propria tipografia tecnologicamente adeguata, alla legatoria, alla distribuzione e vendita tramite una propria rete articolata su circuiti stabili costituiti dal deposito centrale presso la casa editrice e altri otto a Milano, Ancona, Firenze, Genova, Livorno, Napoli, Palermo, Roma, Pinerolo, che riforniscono agenzie, librerie, cartolerie dislocate in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, oltre che le chiese e società bibliche.

Ma è soprattutto di grande efficacia l’attività distributiva dei «colportori» - una quindicina per anno - ovvero dei venditori ambulanti, che a piedi e a dorso di mulo, tra mille difficoltà, battono strade, piazze, fiere, mercati nei luoghi più remoti della penisola. Sono loro a stabilire un contatto diretto con i ceti marginali, più umili, ad accompagnare con la parola e il gesto la vendita delle opere della Claudiana tramite un’azione capillare che mescola l’attivismo del predicatore alla tecnica del venditore, non senza incontrare spesso l’ostilità minacciosa e feroce dei preti cattolici, delle autorità di polizia, della popolazione più superstiziosa ed ignorante, in gran parte ancora analfabeta. Non manca anche la «carrozza biblica», una vera libreria ambulante, dal 1910 trasportata su un autocarro, mentre in contesto urbano operano le Bible women, che sfruttano legami parentali, vincoli di amicizia, relazioni femminili per incontrare donne di ambienti sociali e culturali diversificati, piccolo borghesi e professionali, ma anche di domestici, artigiani, operai, cui distribuiscono trattati e opuscoli religiosi.

Un’attività di stampa e diffusione ampia, variegata e capillare, dunque, che molto ha contribuito a far raggiungere alla Claudiana un obiettivo più ampio dell’opera di evangelizzazione, un obiettivo non religioso ma altrettanto importante, ovvero elevare i livelli di acculturazione - e consapevolezza civile - di strati popolari a lungo esclusi dai processi di modernizzazione.