Imprese Longeve

 

Corte e Cosso: produrre e distribuire qualità

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dagli anni Venti del Novecento a oggi, tra Pinerolo e Torino, si dipana una lunga e complessa traiettoria imprenditoriale, animata da aziende diverse, ma sempre legate alla continuità di presenza al vertice della famiglia Cosso e all’impegno nella componentistica meccanica di qualità. Insieme ai Corte nella Corte e Cosso, da soli nella Cosso & C. e a fianco di un grande player del settore come il gruppo Freudenberg nella Corcos, i Cosso, per quasi mezzo secolo con la guida di una dinamica imprenditrice quale Maria Luisa, hanno segnato, anche tramite il noto marchio Corteco, la storia della componentistica italiana ed europea.

Crisi e rilancio tra Cosso e C. e Corcos

Gli anni Settanta sono difficili per l’industria italiana e anche per la Corte e Cosso.

Maria Luisa Cosso si trova ad affrontare una situazione aziendale diventata molto difficile a metà del decennio. Una grossa fornitura di ammortizzatori riservati all’Alfa Sud non raggiunge i livelli di acquisto preventivati mentre ritardano i pagamenti, non arriva un prestito di Mediocredito e i fornitori incalzano. L’imprenditrice non esita a vendere beni propri per salvare l’azienda che rischia di essere travolta mentre avvia trattative con Gian Mario Rossignolo, top manager di Fiat, per un accordo di fornitura di ricambi di tutte le aziende automobilistiche.

Ma Carlo De Benedetti, vicino all’ingresso in Fiat, esercita forti pressioni per acquisire l’attività produttiva di Corte e Cosso tramite la sua Gilardini.

Nel 1976, Maria Luisa Cosso, stanca per le difficoltà ma felice perché in attesa di un bimbo, decide di vendere alla Gilardini la produzione, con macchine, tecnologie e il marchio Corte e Cosso.

Un passaggio quanto mai doloroso. E tuttavia non interrompe l’impegno dell’imprenditrice pinerolese, la quale, anche per evitare il licenziamento dei dipendenti, mantiene gli immobili e l’attività commerciale, affidate alla nuova Cosso & C., una società in accomandita semplice.

Nell’arco di un ventennio, la Cosso & C. allarga il pacchetto dei prodotti che commercializza, diventando una società di distribuzione di tutti i componenti per l’auto in Piemonte e Valle d’Aosta. Trasformata in società a responsabilità limitata nel 1985, amplia uffici, magazzini e punti vendita nelle sedi torinesi, proseguendo l’attività commerciale avviata da Lodovico Cosso negli ormai lontani anni Venti del Novecento.

Ma l’impronta imprenditoriale e tecnologica originata dalla Corte e Cosso permane forte nell’esperienza industriale della Corcos, controllata da Maria Luisa Cosso insieme alla Freudenberg.

È per iniziativa di Maria Luisa che viene progettato e poi costruito dalla Corcos - dal 1980 Corcos Industriale spa - il nuovo stabilimento di Luserna, che si aggiunge a quello di Pinerolo, iniziando la produzione nel 1982 per essere raddoppiato dopo la crisi dei primi anni Ottanta.

E il contributo italiano al successo di Corcos è rilevante in termini di risorse umane tramite la formazione di tecnici molto abili, in grado di fornire uno slancioessenziale all’innovazione tecnologica. Da queste esperienze nascono prodotti raffinati, oggetto di brevetti, come gli anelli per raschiavalvole e i particolari anelli di tenuta denominati “Cassette”, destinati a mezzi di trasporto e di lavoro in condizioni di forte difficoltà ambientale, per cui Corcos diventa il centro specializzato di ricerca e produzione a livello mondiale nell’ambito del gruppo Freudenberg, in nome della qualità e dei costi competitivi. Nel pieno della globalizzazione, quando il gruppo tedesco concentra le produzioni in poli dedicati, mentre chiudono gli stabilimenti in Gran Bretagna e nella stessa Germania, proprio in Italia, intorno alla Corcos, si localizza dunque uno dei centri principali, che guida anche la produzione realizzata in Franciae in altri siti europei.

Non a caso i dati fondamentali della Corcos, al netto delle varie crisi congiunturali, testimoniano di una crescita ininterrotta negli anni Ottanta e Novanta, quando il fatturato in lire passa da 13,8 miliardi nel 1981 (con 333 dipendenti) a 44, 9 miliardi nel 1991 (362 dipendenti) per arrivare a 117 miliardi nel 1998 (503 dipendenti). E la crescita prosegue nell’età dell’euro, fino ai 101,2 milioni di euro nel 2008, con 676 addetti, convincendo anche Freudenberg della necessità, fortemente sostenuta da Maria Luisa Cosso, di procedere alla costruzione di un nuovo stabilimento a Pinerolo, in cui gli impianti sono trasferiti nel 2008 per entrare in marcia nel 2009. Uno stabilimento che, affiancato a quello di Luserna, sostituisce il primo, costruito a suo tempoa Pinerolo.

Nel 1995, con il 30 per cento in mano alla famiglia Cosso e il restante 70 per cento assunto da Freundenberg, viene costituita la Corteco srl, cui viene affidato il business europeodei pezzi di ricambio.

Una storia di successo, quella di Corcos, che ha consentito al socio italiano di mantenere spazi di indipendenza e autonomia superiori alla norma nel gruppo Freudenberg, posizionato tra i grandi player mondiali con oltre 34 000 dipendenti e un fatturato di 5,4 miliardi di euro nel 2010.

Un’impresa italiana a forte impronta familiare, come la Corte e Cosso, ha conquistato spazi importanti in un grande gruppo straniero, anch’esso familiare, mettendo in campo un alto livello di «imprenditorialità non individualistica» nella dimensione locale che si è abbinata per lungo tempo a un alto livello di «managerialità non invadente» a livello corporate, sfruttando al meglio la compartecipazione azionaria al 50 per cento, tradizionalmente considerata la più rischiosa.

Nel 2003, l’azienda italo-tedesca trasforma in sas tutte le sue società: Corcos industriale spa,Corfina Industriale spa, Corcos Simrit srl, Fapam srl e Dichtomatic srl.Nasce la Freundenberg & Cosso srl, controllata congiuntamente da Maria Luisa Cosso e da Freudenberg con la responsabilità di socio accomandatario delle suddette società e la presidenza di Maria Luisa Cosso. Alla Corfina Srl sono attribuite le proprietà immobiliari.

Nel 2007, per ragioni familiari, Maria Luisa Cosso cede al gruppo Freudenberg la sua quota, condivisa con la figlia Paola, in Corfina industriale, mantenendo la partecipazione nella Corfina srl, tramite Paola che ne è amministratore delegato.

Ma rimane presidente della società di controllo, a dimostrazione del grande rispetto e stima di cui è ancora oggetto, mentre la Cosso e C. prosegue la strada intrapresa da Lodovico Cosso quasi un secolo prima.

In particolare, la Cosso & C. sviluppa un intervento rivolto a una clientela più vicina al consumatore finale, già realizzato a suo tempo tramite un mandato della Weber Carburatori, finito con la sua acquisizione da parte di Magneti Marelli a metà degli anni Ottanta.

A questo scopo, nel primo quinquennio del Duemila, acquisisce due ricambisti nella cintura torinese, incorporati nella sua struttura, assume una partecipazione in un terzo e acquista a Voghera un negozio di ricambi, di cui mantiene la ragione sociale Faram.

Nel 2009 la Cosso & C. scorpora il suo ramo d’azienda relativo alla clientela officine conferendolo a una nuova società, la Cope Autoricambi srl collegata nella proprietà, che, nel 2012, con due sedi di vendita a Torino e insieme alla Faram, raggiunge i 35 dipendenti.