Imprese Longeve

 

Corte e Cosso: produrre e distribuire qualità

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dagli anni Venti del Novecento a oggi, tra Pinerolo e Torino, si dipana una lunga e complessa traiettoria imprenditoriale, animata da aziende diverse, ma sempre legate alla continuità di presenza al vertice della famiglia Cosso e all’impegno nella componentistica meccanica di qualità. Insieme ai Corte nella Corte e Cosso, da soli nella Cosso & C. e a fianco di un grande player del settore come il gruppo Freudenberg nella Corcos, i Cosso, per quasi mezzo secolo con la guida di una dinamica imprenditrice quale Maria Luisa, hanno segnato, anche tramite il noto marchio Corteco, la storia della componentistica italiana ed europea.

Il grande salto. Dal commercio alla produzione su larga scala

Le condizioni eccezionali che si generano durante la Seconda guerra mondiale - come i limiti alla circolazione delle merci e la scarsa liquidità - sollecitano Corte e Cosso a ridefinire gli accordi con Freudenberg, trasformando la licenza di commercio degli anelli di tenuta in licenza anche di produzione.

Intanto macchine e operai vengono sfollati a Pinerolo da Torino, dove rimangono gli uffici commerciali e amministrativi, e la produzione, allargata alle pompe, si indirizza verso la committenza militare, in particolare per gli ammortizzatori.

Nel dopoguerra la tecnologia motoristica registra sviluppi significativi, con ricadute sugli anelli di tenuta, dove la gomma sintetica sostituisce il cuoio - materia prima alle origini anche della storia imprenditoriale dei Freudenberg, già industriali conciari e calzaturieri.

L’innovazione di prodotto richiede un’essenziale innovazione di processo: si rende necessario cambiare totalmente gli impianti di produzione. Quindi Corte e Cosso - dopo che, nel 1948, gli eredi Martinoglio hanno ceduto le loro carature - costruiscono, autofinanziandosi, un nuovo stabilimento a Pinerolo che entra in attività nel 1955.

Nello stesso anno, alla morte di Francesco Corte gli succede il figlio Giuseppe; il fratello Sandro si dedica invece a una propria impresa di prodotti sinterizzati. Entra in azienda ancheil giovane Mario Cosso, che in Germania studia e frequenta i giovani Freudenberg.

Intanto si sta avviando il grande sviluppo dell’industria automobilistica e quindi della componentistica per l’auto ma non solo, in quanto gli anelli di tenuta hanno uno spettro di utilizzo ampio, dai motori per elettrodomestici ai mezzi agricoli ai veicoli pesanti in generale fino alle motociclette.

Nel 1957 Corte e Cosso e Freudenberg danno vita alla Corcos, una società in accomandita semplice, con quote paritarie e una piccola quota in carico a Lodovico Cosso, socio accomandatario e amministratore unico, stimato dai partner germanici per la mentalità imprenditoriale e la conoscenza della tecnologia oltre che della lingua tedesca e che pertanto gestisce l’azienda, dotata di macchinario tedesco, a fianco di un direttore tecnico di nomina Freudenberg.

L’unione tra tedeschi e italiani si fonda susolide basi: da un lato Fruedenberg mette una tecnologia nuova, dall’altro Corte e Cosso porta il mercato italiano e il ben noto marchio Corteco oltre a capacità imprenditoriali e tecniche indubbie, apprezzate nell’arco di un ventennio di proficua collaborazione.

Mentre la Corcos diventa operativa nel 1959 con circa 25 dipendenti utilizzando una parte dello stabilimento e delle maestranzedella Corte e Cosso, che ne occupa circa 65, nel 1960 muoiono in un tragico incidente d’auto Lodovico e Mario Cosso.

È un colpo durissimo per la famiglia e per l’azienda, che potrebbe chiudere o passare ad altra proprietà, forse agli stessi tedeschi, se Maria Luisa Cosso allora ventiduenne, figlia di Lodovico, confortata anche dalla simpatia di Richard Freudenberg, non raccogliesse la sfida proseguendo l’attività paterna sia in Corte e Cosso, a fianco del giovane Giuseppe Corte, che in Corcos, dove gestisce acquisti, ufficio personale, pubblicità e amministrazione.

Mentre nella società con i tedeschi, questi, soci accomandatari e amministratori come i Cosso, assumono tramite Hans Pekar l’amministrazione di fatto oltre che la direzione tecnica e Giuseppe Corte è responsabile commerciale, nella Corte e Cosso, Maria Luisa e Giuseppe proseguono e arricchiscono l’attività dei padri.

Infatti aggiungono la produzione e distribuzione di un ammortizzatore oleopneumatico, dalla tecnologia molto avanzata, brevettato da De Carbon, che, su consiglio di Alfa Romeo, si è rivolto alla Corte e Cosso per la produzione avvalendosi di innovazioni introdotte dall’azienda piemontese anche tramite i prodotti sinterizzati di Sandro Corte. E confermano così la centralità per Corte e Cosso dei prodotti di qualità più elevata, non a caso venduti ad aziende che coprono l’alto di gamma come Lancia e Alfa Romeo, Ferrari.

Mentre, nel 1961, con una scelta a favore della valorizzazione di risorse giovanili sempre perseguita in azienda, viene assunto come direttore amministrativo il giovane Dario Debernardi, destinato a svolgere un ruolo importante anche per la Corcos, ambedue le società registrano una crescita costante. Nel 1964 Corcos supera per la prima volta 500 milioni di fatturato e nel 1967 Corte e Cosso amplia la propria porzione di stabilimento, impiegando 150 persone.

Nel 1970, un altro drammatico evento colpisce l’azienda: anche Giuseppe Corte muore in un incidente automobilistico.

Per Maria Luisa Cosso è un ulteriore passaggio drammatico mentre si consuma uno scontro interno alla famiglia Corte e Freudenberg valuta diacquisirela quota Corte.

Nel 1971, Maria Luisa Cosso, a trentatre anni, rileva la quota dei Corte e diventa unica proprietaria dell’azienda fondata dal padre, adesso con un centinaio di dipendenti nel nuovo stabilimento di Buriasco, nel Pinerolese, costruito nel 1974, che si aggiunge a quello di Pinerolo, utilizzato dalla Corcos, dove Maria Luisa conserva il 50 per cento, come socia accomandataria.

Sempre nel 1971, la Corcos, che occupa circa 200 addetti, diventa società per azioni, con due amministratori, uno italiano, Debernardi, della Corte e Cosso, e uno tedesco, Vogel, mentre alla presidenza si alternano un italiano, Maria Luisa Cosso, e un tedesco.