Imprese Longeve

Impresa Rosso

Imprese Rosso: costruire nella storia

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dal 1946 a oggi, da Torino all’Italia, l’impresa Rosso svolge attività di costruzioni generali e di gestione di servizi in tutti i settori dell’edilizia.

La sua traiettoria attraversa e interpreta, a livelli qualitativi sempre elevati, il sussultorio percorso delle costruzioni in Italia, confermando una capacità di tenuta e di sviluppo piuttosto rara nella storia del settore.

Dalla ricostruzione al boom edilizio

Il 16 gennaio 1946 Mario e Francesco Rosso danno forma societaria alla loro impresa informale, costituendo l’Impresa Geometra Rosso & C. srl, di cui sono soci (Mario al 50, Francesco al 25 per cento) a fianco di Pietro Fedele Ocleppo (con il 25 per cento), commerciante di granaglie e zio della moglie di Francesco. Il capitale è di 900 mila lire, insufficiente per sostenere un’impresa di costruzioni nel contesto della ricostruzione postbellica che fa crescere la domanda immobiliare. Non a caso i soci, senza deliberare un aumento di capitale, intervengono con singoli contributi personali per altri 2 milioni e 500 mila lire, rispettando la ripartizione delle quote.

Il fatto è che i Rosso intendono porre le basi per un’attività e una presenza imprenditoriale più qualificate, oltre la soglia del lavoro su commessa per conto terzi, di semplici costruttori, soglia sulla quale si sono attestati fino ad allora. Vogliono diventare imprenditori autonomi, che ricercano e comprano terreni, progettano, acquisiscono licenze, edificano e vendono, investendo propri capitali e correndo i rischi del mercato.

È con questo imprinting imprenditoriale, ben chiaro a Mario e Francesco e testimoniato dallo stesso Statuto originario, che l’Impresa Rosso nasce e si sviluppa in misura rilevante e in tempi rapidi già nel suo primo decennio di attività. Tra il 1948 e il 1957 avvia e conclude diciotto cantieri, passando dai 1 000 m² costruiti nel 1948 ai 10 000 del 1954, sia con forze proprie sia attraverso nuove aggregazioni societarie.

Colpisce il fatto che questa crescita - con il passaggio all’attività in proprio - anticipi il grande sviluppo industriale torinese, il boom a cavallo degli anni Cinquanta e Sessanta e il picco di aumento della popolazione, molto cambiata nella sua struttura, con l’enorme e convulsa espansione urbana per la forte domanda di abitazioni che dilata il mercato immobiliare.

In realtà giova all’Impresa Rosso la scelta, vincente, di collocarsi sul mercato a un livello qualitativo medio-alto, realizzando edifici destinati, per qualità costruttiva e tecnologica, a una clientela socialmente piuttosto omogenea, dal profilo borghese. Una scelta consapevole, questa, tale da definire l’immagine - e la realtà - di un operatore accurato e veloce nelle realizzazioni, affidabile per competenza progettuale e costruttiva, attento all’uso di materiali di qualità. Un’immagine destinata a durare nel tempo e in contesti molto diversificati, che si lega alla crescente capacità imprenditoriale e di gestione, molto prudente sul versante finanziario, attenta a ricapitalizzare costantemente.

Nel 1956 la società originaria viene sciolta. Mentre Ocleppo lascia, Francesco e Mario Rosso, adesso soci alla pari, costituiscono la Roedile, una società per azioni. L’obiettivo iniziale rimane in buona sostanza immutato, ovvero fare anche di questa società il fulcro in grado di aggregare altre imprese operanti nel settore edile con una politica di affiliazioni societarie, in modo da accrescere gli investimenti ed espandere l’attività. Tuttavia, la nuova veste societaria e il peso paritetico tra i due Rosso nella proprietà ne confermano la maggiore autonomia finanziaria e l’accresciuta maturità imprenditoriale.