Imprese Longeve

Impresa Rosso

Imprese Rosso: costruire nella storia

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dal 1946 a oggi, da Torino all’Italia, l’impresa Rosso svolge attività di costruzioni generali e di gestione di servizi in tutti i settori dell’edilizia.

La sua traiettoria attraversa e interpreta, a livelli qualitativi sempre elevati, il sussultorio percorso delle costruzioni in Italia, confermando una capacità di tenuta e di sviluppo piuttosto rara nella storia del settore.

Negli anni Sessanta, Francesco Rosso solo nell’impresa

Gli anni Sessanta non segnano però solo un’ampia dilatazione del mercato immobiliare. Sono le regole stesse del mercato a cambiare drasticamente. Si afferma nell’edilizia un modello di produzione fortemente liberistico, in cui le agevolazioni, fiscali e creditizie, prevalgono sui vincoli, quasi inesistenti, generando uno squilibrio netto tra domanda e offerta. Il basso costo del denaro spinge all’acquisto non solo per abitazione ma anche per reddito e la casa diventa uno strumento economico finanziario preferibile ad altre forme d’impiego del denaro. Una casa in netta prevalenza di taglio e qualità modesti, per quell’ampia fetta di popolazione operaia e impiegatizia che s’inurba vorticosamente nella metropoli industriale al centro d’imponenti flussi immigratori. Sul versante imprenditoriale, nel settore edilizio crolla ogni barriera all’entrata e si apre la strada a una miriade d’imprese marginali, improvvisate, con scarsa attrezzatura e modesta qualificazione del personale. Ne viene così falsata la concorrenza, che si sposta dalla produzione al mercato fondiario, all’acquisizione delle aree edificabili, dai prezzi elevati e crescenti.

In un contesto tanto mutato, l’Impresa Rosso non può non coprire anche i nuovi segmenti di mercato e riesce a farlo con notevole flessibilità, come dimostra il costruito, raddoppiato negli anni Sessanta fino a circa 200 mila m² nel 1970.  Ma senza perdere i tratti di quella specificità che ormai la identificano, ovvero l’attenzione prestata alla qualità edilizia, che si percepisce, per quanto possibile, anche nelle realizzazioni medio-basse rivolte a una clientela popolare, tramite i materiali di rivestimento, gli elementi di decoro.

I due Rosso mantengono buone relazioni personali, si muovono in sintonia nel definire obiettivi e criteri di una gestione improntata a grande oculatezza e l’accordo tra i due proprietari costituisce un atout fondamentale per il buon andamento dell’impresa. Nondimeno i percorsi di lavoro di Mario e Francesco si divaricano a metà anni Sessanta, non a causa d’improvvisi contrasti, ma per diverse esigenze di vita. Mario non ha figli maschi e le due figlie Dada e Fulvia non mostrano interesse a continuare l’attività paterna, mentre l’impegno imprenditoriale si fa sempre più oneroso e coinvolgente. Quindi, il più anziano dei Rosso, meno motivato, vorrebbe rallentare. D’altro canto Francesco ha due figli, Giampaolo, ingegnere, e Domenico, architetto, ambedue professionalmente interessati a impegnarsi e a proseguire nell’esperienza del padre, che aspira a una totale autonomia imprenditoriale e finanziaria.

Il risultato di queste spinte contrastanti dei due soci fondatori si trova nello scioglimento consensuale della loro società, nel 1966, quando Francesco, con la moglie Gina e i figli, costituisce la Impresa Costruzioni Rosso Geometra Francesco e Figli sas, destinata a svolgere la funzione di capogruppo, con un profilo anche di holding finanziaria.

A vent’anni dalla fondazione dell’Impresa Rosso, è questo un passaggio di evidente rilevanza, che segna l’avvio della traiettoria d’impresa come perdura nella configurazione più recente, con la  famiglia di Francesco Rosso insediata da sola nella proprietà.

E tuttavia, le imprevedibili vicende umane si scontrano con quelle, altrettanto imprevedibili, dell’impresa.