Imprese Longeve

Impresa Rosso

Imprese Rosso: costruire nella storia

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dal 1946 a oggi, da Torino all’Italia, l’impresa Rosso svolge attività di costruzioni generali e di gestione di servizi in tutti i settori dell’edilizia.

La sua traiettoria attraversa e interpreta, a livelli qualitativi sempre elevati, il sussultorio percorso delle costruzioni in Italia, confermando una capacità di tenuta e di sviluppo piuttosto rara nella storia del settore.

Con la crisi degli anni Settanta, la diversificazione

Nel 1970, il 3 settembre, a soli 58 anni, Francesco Rosso muore.

Gli subentrano i figli Giampaolo e Domenico, i quali non solo devono affrontare i delicati trasferimenti di rappresentanze legali e direzioni tecniche in mano al padre, ma si trovano a guidare l’impresa nel pieno della grave crisi recessiva e strutturale durante buona parte degli anni Settanta.

Anche il settore delle costruzioni ne è duramente investito. L’edilizia privata quasi si blocca nel contesto di una drastica inversione del modello che l’ha stimolata fino a quel momento.

Infatti, da un modello di produzione fortemente liberistico, in cui le agevolazioni hanno prevalso sui vincoli, si passa a un modello opposto, fortemente vincolistico, in cui sono i vincoli a prevalere sulle agevolazioni. Un modello definito dal blocco delle licenze a Torino nel 1974, dalla nuova legge urbanistica del 1977, dall’equo canone del 1978, mentre i fattori di costo (denaro, lavoro, materiali) crescono rapidamente in un quadro inflazionistico pesante.

A metà degli anni Settanta cambiano così le regole del mercato, della produzione: la domanda non è più solvibile sia perché il patrimonio libero e di nuova costruzione si esaurisce sia perché si annulla la domanda di investimento. A ben vedere, dunque, si verifica l’esatto contrario delle condizioni favorevoli che hanno trainato il settore negli anni Cinquanta e Sessanta.

Anche l’Impresa Rosso risente negativamente del nuovo contesto in cui si trova a operare, tale da mettere a dura prova le capacità imprenditoriali di Giampaolo e Domenico, appena subentrati al padre. Non a caso nel biennio 1970-71 i Rosso non aprono alcun nuovo cantiere e l’impresa rallenta l’attività realizzando minori interventi, sebbene riesca comunque ad aumentare il costruito di circa un terzo, fino a quasi 300 mila m² nel 1980.

Le linee di risposta alla crisi tengono conto delle modificazioni in atto. Il Gruppo, da un lato sposta la propria azione nei comuni dell’area metropolitana, dove cresce la domanda di abitazioni per i prezzi più bassi e i vincoli urbanistici meno stringenti, nell’ambito dei programmi di edilizia convenzionata (con la Edilcarm sas e la Immobiliare Ciriè Tre Spa), dall’altro diversifica l’offerta di prodotti, sempre connessi con l’attività produttiva ma funzionali a un mercato immobiliare più articolato. È il caso dell’edilizia di servizio e per il terziario, come la costruzione e gestione di residence, affidata alla Gualaresidence di Rosso C. sas, costituita nel 1973.

E che la diversificazione sia una linea strategica duratura lo dimostra inoltre la costituzione, nel 1978, della Conted sas, destinata a diventare il cuore contabile e amministrativo del Gruppo Rosso, una società di servizi, di supporto tecnico-operativo per le diverse imprese partecipate ma anche una finanziaria destinata a operazioni immobiliari diversificate.