Imprese Longeve

 

La Stampa: informazione come impresa

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Da quasi un secolo e mezzo “La Stampa” si colloca tra i pochi, grandi protagonisti della stampa italiana. Un giornale e un’azienda dal passato e dal presente ricco di esperienze innovative, sempre all’avanguardia editoriale e tecnologica, in grado di animare e difendere la libertà di opinione in fasi molto dure della storia italiana mettendo in campo risorse giornalistiche di grande rilievo. Senza mai tradire le profonde radici nella terra in cui si pubblica.

Tra carta stampata e Internet. Dagli Anni Novanta al Duemila

Gli anni Novanta si aprono dunque con la necessità di recuperare terreno tramite modifiche e aggiustamenti, affidati al nuovo direttore, Paolo Mieli, da quattro anni alla “Stampa” dopo aver lavorato all’ ”Espresso” e a “Repubblica”.

Mieli, che firma il giornale dal maggio 1990, chiama alla condirezione Ezio Mauro, in arrivo da “Repubblica”. Un binomio, questo, alla guida del giornale per due anni, fino al settembre 1992, quando lascia il posto allo stesso Ezio Mauro, direttore fino alla primavera del 1996, affiancato da Lerner, Mondo, La Spina e Sorgi, vicedirettori.

A Mauro succede Carlo Rossella - già alla “Stampa” e a “Panorama”, direttore di “Stampa Sera”, poi direttore del Tg1 Rai - che copre la direzione del quotidiano torinese sino al 1998.

In questi anni, gli interventi correttivi al modello di giornale di fine anni Ottanta non sono secondari: il fascicolo Società e cultura torna nel corpo principale come la cronaca entra nel fascicolo nazionale, dodici pagine stabili sono dedicate alle cronache provinciali, i supplementi vengono ridimensionati ma nel numero di lunedì s’inserisce il nuovo Tuttosoldi. Chiusa “Stampa Sera”, si aprono nuovi poli di stampa a Cagliari e Milano mentre sono potenziati quelli di Catania e Roma e ampliate le rotative a Torino nel 1993-94, quando parte l’iniziativa tandem ovvero la diffusione della “Stampa” insieme a piccoli quotidiani locali, peraltro con risultati non sempre positivi, e mentre s’intensificano le iniziative di radicamento del giornale nella società, come quelle indirizzate alle scuole.

Intanto, rafforzata da nuovi giornalisti e collaboratori (Chiesa, Romano, Rusconi, Guzzanti, Zagrebelsky, Ceronetti, Galli della Loggia, tra gli altri), “La Stampa”, che abbina dal 1996 il settimanale “Specchio della Stampa”, allarga l’offerta di prodotti, come libri - già immessi sul mercato dal 1981 - Cd rom, audio libri. Inoltre sperimenta le nuove tecnologie applicate all’editoria elettronica, con la banca dati on-line e l’ingresso in Internet, primo quotidiano in Italia ad avere un proprio dominio, fino all’edizione web del 1999, oltre a usare il mezzo televisivo, tramite il broadcast e il satellite.

I dati sulla diffusione confermano la ripresa nella prima metà dei Novanta: nel triennio 1992-1994, con circa 428-429 mila copie medie giornaliere, il giornale recupera il calo dei tre anni precedenti tornando ai livelli del 1987-88, per poi attestarsi sulle 419 mila copie nel 1995-96, recuperando utili per la società editrice, pari a 5,1; 5,2; 3,9 miliardi negli anni 1992, 1993, 1994, ma scesi a 200 milioni nel 1995, quando gli occupati si riducono a 786 unità.

Forte di una solida e radicata presenza regionale, specie in Piemonte, dove diffonde il 74,48 per cento nel 1994, “La Stampa” conferma anche la presenza in campo nazionale e internazionale, dove, tra l’altro, collabora con “Le Monde”, della cui casa editrice i torinesi possiedono l’1,7 per cento.

Con il Duemila la storia si fa cronaca.

Alla direzione del giornale si succedono Marcello Sorgi tra il 1998 e il 2005, Giulio Anselmi dal 2005 al 2009, fino a Mauro Calabresi, in un decennio segnato dalla crisi della carta stampata e da un progressivo calo della diffusione, che alla “Stampa”, secondo i dati Ads (Accertamento dati stampa), perde nella seconda metà degli anni Novanta circa un 10 per cento (da 397 mila copie nel 1996 a 360 mila del 2000) e nel primo decennio del nuovo secolo un altro 20 per cento, fino alle 280 mila copie del 2010, da quando però la diffusione quotidiana torna a salire.

Alla ripresa giova la storica riduzione del formato sull’onda di un cambiamento che coinvolge tutti i quotidiani, nelle stesse difficoltà del giornale torinese. Il 19 novembre 2006, con la direzione di Giulio Anselmi, “La Stampa” riduce infatti le dimensioni adottando il formato berlinese, a sei colonne, mentre inserisce il colore su tutte le pagine.

Nel 2008 il quotidiano è inoltre disponibile in formato elettronico sui lettori e-book e dal 2010 -primo in Italia e tra i primi al mondo - mette a disposizione on-line l’intero archivio storico della testata, mentre nel 2009 viene avviato un piano di ristrutturazione che prevede, tra l’altro, la riduzione di un terzo degli organici giornalistici e poligrafici.