Martini & Rossi

Imprese Longeve

 Martin & Rossi

Martini & Rossi: vini e liquori in uno stile unico

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Martini & Rossi occupa da protagonista un posto di assoluto rilievo nel panorama internazionale del beverage non solo per i prodotti che fin dalle origini ne hanno distinto il successo, ma per un particolare modo di comunicare il brand e insieme di far comunicare l’impresa, il suo marchio con la società, la cultura, lo sport, la moda, il cinema.

Così da creare uno stile distintivo e diventare un’icona del vivere contemporaneo nel mondo.

Dagli anni Cinquanta agli Ottanta

L’immagine Martini è tanto forte e pervasiva da oscurare in qualche misura la realtà dell’impresa Martini & Rossi, il cui percorso di crescita prosegue mentre la società dei consumi si afferma nella cultura occidentale fino a diventare un modello per milioni di persone in tutto il mondo.

L’impresa italiana, nata con una forte vocazione internazionale, mai trascurata, continua il processo di internazionalizzazione che passa anche attraverso l’acquisizione di marchi prestigiosi come Saint Raphael, William Lawson’s, Offley Forrester, Gaston de Lagrange, Noilly Pat, Bénédictine, Otard, nell’ambito di una politica di diversificazione tesa a valorizzare i prodotti complementari ma senza tradire le origini e i grandi prodotti classici, come l’Asti Martini.

Non a caso viene avviato il nuovo stabilimento di Santo Stefano Belbo, che nel 1959 subentra a quello di Montechiaro d’Asti. Ancora un segno del forte legame col territorio, in bassa Langa, nell’area dell’uva Moscato Bianco da cui si ottiene l’Asti Martini. Un’unità produttiva all’avanguardia, ma al tempo stesso un luogo d’incontro e di confronto con i produttori agricoli, dove, a fine anni Ottanta, viene creato l’Osservatorio Martini & Rossi per il miglioramento dell’uva Moscato, fulcro di varie iniziative dedicate  allo studio, la sperimentazione, la tutela e lo sviluppo di una viticoltura di qualità.

D’altro lato, nella crescente internazionalizzazione s’impone l’esigenza di fornire un adeguato coordinamento alle strategie produttive, pubblicitarie e commerciali delle società operanti nelle varie aree. Quello che è ormai un gruppo multinazionale si dota quindi nel 1977 di una holding, la GBC (General Beverage Corporation) in Lussemburgo, affiancata dalla GBM (General Beverage Management) a Ginevra, collocandosi tra i grandi produttori e distributori mondiali di bevande alcoliche con 33 milioni di casse vendute.

Nel frattempo la Martini & Rossi italiana continua a crescere, con un capitale sociale via via passato dai 100 milioni di lire nel 1949 ai 31,5 miliardi nel 1984, ed è sempre saldamente in mano alla famiglia Rossi di Montelera, attraverso una continuità generazionale mantenuta nel succedersi degli uomini al comando.

Dei quattro fratelli - la terza generazione - Lando muore nel 1967 senza figli e subentrano i due nipoti Oberto e Gianluca Spinola, figli della sorella Laura e di Federico Spinola. Metello scompare nel 1972 ed entra il figlio Gregorio. Quando muore Napoleone, nel 1994, il figlio Ernesto è già da tempo amministratore della società e un altro figlio, Luigi, sale a sua volta ai vertici dell’impresa. Theo, morto poco prima, nel 1991 non ha figli maschi, ma gli è parente Cesare Rubatto, tra gli amministratori dal 1985.