Martini & Rossi

Imprese Longeve

 Martin & Rossi

Martini & Rossi: vini e liquori in uno stile unico

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Martini & Rossi occupa da protagonista un posto di assoluto rilievo nel panorama internazionale del beverage non solo per i prodotti che fin dalle origini ne hanno distinto il successo, ma per un particolare modo di comunicare il brand e insieme di far comunicare l’impresa, il suo marchio con la società, la cultura, lo sport, la moda, il cinema.

Così da creare uno stile distintivo e diventare un’icona del vivere contemporaneo nel mondo.

Tra le due guerre

Nel 1925 la Martini & Rossi successori Martini, Sola e C.ia, società in nome collettivo, si tramuta in società per azioni, la Società Anonima Martini & Rossi, con 3,5 milioni di capitale. Teofilo Rossi di Montelera ne è il presidente e Cesare il vicepresidente, mentre a Enrico va la carica di amministratore delegato e ad Ernesto la direzione di stabilimento. La seconda generazione dei Rossi è dunque sempre al vertice dell’impresa, ma non ancora per molto.

I destini della vita incombono. Nel giro di un decennio i quattro fratelli Rossi di Montelera scompaiono: Cesare muore nel 1926, Teofilo l’anno dopo, Ernesto nel 1932 ed Enrico nel 1939.

Si impone quindi il passaggio alla terza generazione, ovvero ai quattro cugini Theo, Metello, Napoleone, Lando, figli rispettivamente di Cesare, Teofilo, Ernesto ed Enrico.

Alla guida dell’azienda i quattro imprenditori contribuiscono in maniera diversa secondo sensibilità e interessi personali differenti ma apportando innovazioni sinergiche in vari aspetti della multiforme attività d’impresa.

Metello e Theo, campione mondiale di motonautica e olimpionico di bob, sono i fautori e i protagonisti della decisa spinta in direzione dello sport nelle sue diverse espressioni come risorsa essenziale per valorizzare l’immagine del marchio. In questo periodo, tra gli anni Venti e la Seconda guerra mondiale, è soprattutto il ciclismo al centro delle varie attività di comunicazione aziendale nello sport, con la Gran Coppa Martini & Rossi dal 1925 fino ai Giri d’Italia del 1934 e del 1936.

Lando esprime invece uno spiccato interesse per l’arte e il collezionismo che lo porta a costituire importanti raccolte, in parte destinate a formare il nucleo originario del Museo di storia dell’enologia a Pessione. Napoleone, attivamente coinvolto sul versante tecnologico industriale, si occupa con grande impegno di varie attività sociali e assistenziali non solo di iniziativa aziendale ma anche pubblica.

Uomini d’impresa, dunque, i Rossi di Montelera, ma sempre con una evidente proiezione pubblica, aggiornata nel tempo e ormai divenuta una sorta di tradizione familiare.

Del resto, le forti radici conservate nella società locale non fanno che confermare l’immagine di uomini pubblici della dinastia. Non tanto e non solo per il tipico radicamento di imprenditori  che producono vini, quindi dai forti legami con la terra, i suoi prodotti, i suoi uomini, ma per l’attenzione rivolta alla dimensione sociale dell’attività d’impresa nel rapporto con i lavoratori, le loro famiglie e in generale con le comunità in cui l’impresa è storicamente inserita.

Ne offrono conferma le varie iniziative socioassistenziali a favore dei dipendenti, ma sovente estese alla popolazione locale, con cui peraltro i lavoratori in larga parte coincidono. Soprattutto a Pessione, il luogo dell’insediamento produttivo originario di Martini & Rossi.

L’asilo infantile fondato nel 1923, poi scuola materna rinnovata negli anni Sessanta; le colonie alpine in Valle d’Aosta degli anni Trenta, anch’esse riedificate in altra sede nei Sessanta; le case per i dipendenti; il dopolavoro aziendale dalle numerose attività sono le tessere di un paternalismo aziendale molto concreto, teso a mantenere fedele e unita la compagine aziendale. E che si coniuga con una politica di gestione delle risorse umane attenta nel mantenere solido il vincolo con le maestranze attraverso la continuità dell’occupazione da una generazione all’altra, il mantenimento in forza degli addetti evitando i licenziamenti anche in situazioni di crisi e i trattamenti aziendali di favore sul piano previdenziale.

È in questa capacità di mantenere nel tempo un forte radicamento locale che trova origine e sostegno decisivo il successo globale della Martini & Rossi.

Un successo destinato a non arrestarsi negli anni del Fascismo, quando lo stabilimento si espande in nuovi impianti, reparti e cantine mentre i suoi prodotti percorrono le strade del mondo, annunciati in cartelloni pubblicitari dai tratti via via più dinamici e in maggiore sintonia con le esigenze commerciali, a firma di artisti come Lubatti, Petiti, Alessio, Riccobaldi.