Imprese Longeve

La strada dell’innovazione

A cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta si apre una fase di progressiva innovazione che coinvolge vari aspetti della strategia e della struttura d’impresa.

In effetti la Pastiglie Leone si trova a dover recuperare un evidente ritardo nei confronti dei competitori. Vi prevalgono ancora, infatti, comportamenti approssimativi, “alla giornata”, senza un’efficace strategia, come nel commerciale, dove manca un’attività programmata di sostegno alle vendite fondata su un’efficiente rete di vendita e sull’attenzione alle nuove tipologie della distribuzione. Ma è carente anche l’aggiornamento e la promozione dell’immagine dei prodotti a partire dal packaging.

Il processo di rinnovamento si avvia con la seconda metà degli anni Ottanta quando Gigliola Serpero, moglie di Guido Monero, acquistata nel 1986 la quota societaria di Ines Balla, sorella di Giselda, inizia ad occuparsi in maniera più coinvolgente dell’azienda e in particolare dell’immagine, allestendo il primo vero catalogo dei prodotti, opportunamente valorizzati nella rappresentazione grafica e fotografica, in collaborazione con agenzie specializzate.

Sempre nel 1986 viene assunto Mezera come direttore commerciale - il primo nella storia aziendale - che introduce procedure meno empiriche e ricostruisce una rete di vendita meglio articolata in aree prima scoperte.

Un intervento, il suo, proseguito e ulteriormente rinnovato da Emanuele Monero, figlio di Guido, entrato ventenne in azienda nel 1994/5, non senza la tradizionale investitura simbolica dell’ingresso nella “stanza delle essenze” concessa dal padre.

Il ruolo del giovane Emanuele, in collaborazione con la madre e poi anche con Daniela, la sorella, si rivela di grande efficacia nel rilanciare l’impresa.

Intanto ringiovanisce, rinfrescandola, l’immagine molto tradizionale, polverosa, troppo “sabauda” dei prodotti, sempre di qualità ma proposti senza alcun adeguamento a una cultura, a una percezione diffusa del colore in via di rapida evoluzione. Ecco allora, ad esempio, che le pastiglie - il cavallo di battaglia della Leone - ancora vendute sfuse o nelle lattine e negli scatolini classici, bianchi e senza illustrazione, vengono inserite in confezioni adesso colorate e illustrate.

Nulla di straordinario, a ben vedere, ma è un segnale importante per la mentalità conservatrice ben radicata in azienda, intaccata anche dall’assunzione di tecnici di laboratorio, e al tempo stesso uno stimolo immediato per le vendite, che crescono rapidamente, sostenute dalla rete degli agenti, coinvolti nel definire e realizzare le scelte strategiche e operative.

Nel giro di un quarto di secolo, tra il 1985 e il 2010, la Pastiglie Leone, diventata una società a responsabilità limitata nel 1988 di proprietà dei coniugi Guido e Gigliola Monero, aumenta di quasi sei volte il fatturato, da 1,7 a 9,4 milioni di euro, raddoppiandolo nel solo primo decennio del Duemila.

I Monero, con Guido presidente, Gigliola amministratore delegato e i due figli Daniela ed Emanuele consiglieri molto attivi, a maggior ragione Daniela dopo che Emanuele esce dall’azienda nel 2008, riescono a vincere la scommessa del rilancio della Pastiglie Leone che nel 2007 - anno del centocinquantenario - si sposta da Corso Regina Margherita nel nuovo stabilimento in Regione Savonera, a Collegno, nei pressi di Torino.