Imprese Longeve


Società Reale Mutua di Assicurazioni: continuità di una tradizione

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dal 1828 la Società Reale Mutua di Assicurazioni opera nel settore assicurativo con l’originale profilo mutualistico iniziale. Da piccola compagnia torinese impegnata solo nel ramo incendi è cresciuta alle dimensioni di un Gruppo attivo nei vari rami assicurativi in Italia e all’estero, dimostrando nel lungo periodo una grande capacità di tenuta e d’innovazione senza tradire le sue peculiari radici storiche.

Il Gruppo nella crisi degli anni Settanta

L’assetto del Gruppo non subisce particolari modifiche mentre continua il lavoro di affinamento strutturale, accompagnato da un drastico intervento sulla Reale Riassicurazioni, in difficoltà per il dissesto della Compaňia General di Barcellona nel 1957. In Italia, nel 1966 la Reale concentra le partecipazioni milanesi, acquistando la maggioranza della Italiana Incendio e Italiana Vita e assumendone la gestione. All’estero il lavoro si sviluppa in Francia ma non in Algeria dove la minaccia di nazionalizzazione del nuovo governo costringe la controllata L’Equité (ex Afrique française) ad abbandonare il paese, concentrando l’attività nel territorio metropolitano francese e in Marocco.

Dopo un triennio di ripresa degli affari, nel 1967-69, quando viene ceduta la Sici, potenziato l’Istituto per lo sviluppo economico e stabiliti accordi con i tedeschi del gruppo Colonia e i francesi de La Paix, gli anni Settanta -  decennio di grave crisi strutturale economico finanziaria a livello internazionale - si aprono con una drastica inversione di tendenza anche per la Reale, presieduta da Mario Enrico Viora, succeduto a Colonnetti nel 1967.

Già nel 1971 molti rami assicurativi denotano un andamento sfavorevole in presenza di un forte incremento del costo del lavoro e dei costi generali, come nel 1972, quando non si accantonano riserve. La forte svalutazione monetaria, non consentendo un adeguato aggiornamento dei rischi, genera squilibri nel portafoglio e il pur rilevante aumento dei premi (oltre il 50 per cento nel 1970-72) non copre l’inflazione e fa diminuire il portafoglio, mentre si registrano perdite negli investimenti obbligatori in titoli e un minor reddito degli investimenti immobiliari, che pure continuano a crescere. Una dinamica pesante, questa, che prosegue nel triennio 1973-75 e alla quale si risponde tornando a puntare sull’investimento mobiliare ma che non impedisce alla Reale di riconoscere ai soci i benefici mutualistici derivanti dai risparmi fino al 1976-77, quando invece la distribuzione è sospesa, con un atteggiamento prudenziale tipico della compagnia ma ancor più motivato dalle difficoltà in corso.

Primi segnali di ripresa emergono nel 1978 - il centocinquantesimo dell’ultrasecolare storia aziendale - quando si torna a distribuire sostanziosi benefici ai soci.

Mentre nel 1979 accelera il processo inflazionistico, particolarmente accentuato in Italia, la concorrenza straniera si fa aggressiva nel contesto di una progressiva liberalizzazione dei mercati europei, come conferma a fine decennio la direttiva comunitaria europea del 1980 sulla libertà di stabilimento delle compagnie di assicurazione nei vari paesi della Comunità.

La Reale risponde con accordi di collaborazione per l’interscambio di affari, l’assistenza reciproca e l’apertura di delegazioni - come a Londra, a Parigi, in Belgio - e riorganizzando le agenzie.