Imprese Longeve


Società Reale Mutua di Assicurazioni: continuità di una tradizione

DI PARIDE RUGAFIORI

 

Dal 1828 la Società Reale Mutua di Assicurazioni opera nel settore assicurativo con l’originale profilo mutualistico iniziale. Da piccola compagnia torinese impegnata solo nel ramo incendi è cresciuta alle dimensioni di un Gruppo attivo nei vari rami assicurativi in Italia e all’estero, dimostrando nel lungo periodo una grande capacità di tenuta e d’innovazione senza tradire le sue peculiari radici storiche.

La riorganizzazione degli anni Venti

Con il 1922 e il fascismo al governo, si procede al rinnovamento di strategie e strutture, avviato con la riforma statutaria tra il 1922 e il 1924. Infatti viene introdotta la facoltà di assumere altri rami di assicurazione a gestione separata oltre a quello tradizionale degli incendi, stabilendo al tempo stesso un fondo di riserva più solido (prima costituito tramite il vincolo di aumento almeno pari all’aumento dei premi dell’esercizio precedente, poi quantificato pari al portafoglio) e prevedendo accantonamenti suppletivi quando il caso. Vengono così assunti i rami Infortuni e Responsabilità civile nel 1924 e i rami Vita e Furti nel 1928, dopo che nel 1927 il premio fisso di polizza, tradizionale requisito dell’impostazione mutualistica originaria, viene sostituito con il contributo variabile di anno in anno ma limitato nel massimo, a garanzia del socio, in modo da contemperare il vantaggio del premio fisso con la necessità di far contribuire i soci alla riduzione degli oneri.

Sempre nel 1924, la Società cambia la sua antica ragione sociale in quella di Società Reale Mutua di Assicurazioni, più breve e generica, meglio adatta quindi a una compagnia che amplia la sfera di attività ben oltre i limiti iniziali.

Intanto, nel 1923, si è tornati alla riassicurazione tradizionale tramite contratti con compagnie specializzate, costituitesi adesso anche in Italia con una solidità prima inesistente, sia a fini cautelativi sia per sviluppare categorie di rischi industriali e commerciali tali da poter meglio equilibrare la prevalente massa di rischi rurali.

Negli anni Venti sono assunti anche vari provvedimenti che costituiscono un segnale forte d’innovazione per una struttura aziendale rimasta a lungo troppo statica e comunque non funzionale alle esigenze della più grande Mutua nazionale, come la Reale si autodefinisce nel 1928 in occasione delle celebrazioni per il centenario.

Mentre si concentrano i poteri nella Giunta e nel Consiglio di amministrazione al fine di garantire decisioni più rapide, al posto della Segreteria generale vengono istituite due Direzioni, una amministrativa e una tecnica tramite la revisione e il coordinamento dei servizi interni, comprensivi di un’efficace attività dedicata al rilevamento statistico.

Sul versante dell’organizzazione esterna, controllata da un Ispettorato amministrativo, si procede al riordino delle agenzie e alla loro estensione al Mezzogiorno e alla Isole, dove vengono insediate 12 agenzie sotto un’apposita gerenza come per l’Abruzzo e Molise. E non mancano agenzie affidate anche a esperti funzionari della sede centrale in un’ottica di coinvolgimento e fidelizzazione del personale perseguita dalla Società con particolare cura, come dimostrano la partecipazione degli impiegati ai risparmi di esercizio, instaurata nel 1919 e via via ampliata, e le  iniziative a favore del personale, organizzate anche dal gruppo interno dell’Opera nazionale dopolavoro. Gli impiegati, assunti per concorso, sono differenziati qualitativamente su nuove categorie con il nuovo regolamento organico del 1926 che introduce gli impiegati d’ordine, mentre gli agenti liberi della Società conservano la figura di mandatari commerciali.